il Segreto…

Migliaia di libri sono stati scritti in tutto il mondo sulla tecnica del golf, migliaia di video sono stati prodotti con la ricetta dello swing vincente, insegnanti famosi e giocatori di successo si sono cimentati nella spiegazione dei segreti dello swing ideale!

Ma i giocatori sono diversi tra loro per struttura fisica, abilità motorie, forza muscolare e capacità di visualizzarsi durante lo swing.

Ma uno swing NON può andare bene per tutti e per questo motivo non esistono due campioni con lo swing uguale!!

Finalmente vacanza

E’ stato un anno duro, pieno di lavoro e di stress, il golf, come tutti gli spazi dedicati al piacere personale è stato messo a margine di una vita caotica e piena di impegni.

Le giornate invernali e Giove pluvio ci hanno stretto in una morsa da girone dantesco. Il nostro gioco, il nostro swing sono rimasti accettabili ma lo slice è rimasto. Ora però si stanno avvicinando le tanto sognate vacanze.Il golf avrà più tempo e lo stato di leggerezza mentale può darci la possibilità di un risveglio psicofisico da sfruttare per migliorare e realizzare dei buoni score.

Quanto  lo stato mentale può fare la differenza?

Riparte la stagione golfistica, allenamento e preparazione

Siamo appena rientrati dalle vacanze e le spensierate partitelle con gli amici hanno tolto spazio all’allenamento in campo pratica.Lo swing viene lasciato libero, la mente è più leggera e quella  pallina che gira a destra ci da meno fastidio del solito.

Il rientro è comunque duro e traumatico.

Bambini a scuola, la sveglia ad orari dimenticati, l’ufficio… e domenica la prima gara di golf.Vorremmo essere in forma ed in realtà o apparentemente lo siamo stati per tutto agosto dove anche nelle giornate più nere giocare l’hcp non è stato un problema.

Metamorfosi di un golfista…

Mario è un principiante, pratica con costanza da circa un anno ed è pronto per la prima gara di assegnazione dell’hcp. Quando gioca le buche subisce ancora la pressione che il campo inesorabilmente riserva a chi è agli inizi.

Soffre lo sguardo curioso degli altri giocatori e si sente soffocare ed inopportuno quando vede un team veloce alle sue spalle. Il gioco incerto e ancora molto falloso, lo porterebbe a chiedere scusa a tutti i giocatori in campo, forse di tutti i campi.

L’educazione in campo la conosce bene e l’idea di infastidire altri giocatori lo affoga e preoccupa.

l’Intruso

E’ la prima gara,

E’ il momento della passione, del completo abbandono al piacere, all’impegno e al mettersi in gioco. E’ anche il momento che svela quanto è duro scontrarsi con i limiti delle proprie capacità.

Lo schiaffo può risultare forte e secco….senza prova di appello la reazione umana può essere violenta, ci si può voltare o diventare sordi a chi ti urla nelle orecchie: “Non lo sai fare…. non sei in grado”. Superare il momento è duro!

E’ per pochi. Ma uscirne vuol dire, essere diventati migliori.

La tattica di gioco

Il miglioramento tecnico del giocatore è legato a innumerevoli fattori.

Qualità del gesto tecnico attraverso l’allenamento in campo pratica.L’abitudine ad affrontare sul campo di gioco le infinite variabili di posizione del corpo rispetto ad un terreno mai piatto insieme agli agenti atmosferici.

Gestione mentale delle pressioni esterne ed interne legate alla performance di gara.Interpretazione tattica del colpo legata al campo e alle reali capacità di gioco.Quest’ultima ritengo sia una delle componenti più importanti direttamente legata al risultato numerico.

Pratica divertendoti…

Apri la mente al miglioramento e concentrati…

La pratica del gesto tecnico, per tutti gli sport, è un elemento necessario ed imprescindibile.Nel golf è parte integrante del gioco stesso e accompagna il giocatore che vuole migliorarsi tutta la vita.

Sento spesso dire che la pratica è noiosa….certo, se la paragoniamo al divertimento delle buche in campo con gli amici..è vero ma può essere anche un meraviglioso momento di gioco individuale e una bella rilassante terapia per la mente.

L’impatto: il momento della verità

I grandi campioni del golf non hanno swing uguali ed alcuni incorporano caratteristiche personali spesso considerati errori.  Paragoniamo per esempio lo swing di Jim Furyk,  che stacca il bastone così esterno e verticale, per poi farlo tornare da una linea corretta, con quello di John Daly, che ruota in maniera incredibile portando il bastone in una posizione terribile, o quello di Tiger Woods cosi potente e compatto.

Sono tutti così diversi ma tutti grandi campioni! Ovviamente il fisico, la flessibilità e altri fattori anatomici giocano un ruolo importante nel look dello swing,  come il temperamento, l’impostazione mentale e l’influenza di maestri e giocatori presi come modello.

Questi e molti altri elementi determinano il DNA dello swing.

Non pensare di essere Hulk…

Gioca uno swing leggero ed elastico…

Parliamo di una debolezza umana,di un istinto ancestrale, quello che muove una voglia incontenibile  di lanciare la pallina a distanze siderali, facendo perdere allo swing quella naturalezza che renderebbe  il colpo più lungo e redditizio.

Quasi il 100% dei giocatori dilettanti hanno la sindrome di hulk con il driver. Si affidano alla forza e all’irruenza, con il risultato di vedere la propria pallina volare spesso storta e non lunga come potrebbero. Partiamo dalle leggi di una biomeccanica spicciola.

Stop alle Flappe!

“Colpisci la palla piccola prima della grande…”

La flappa o colpo pesante è l’errore più evidente e fastidioso che il golfista possa produrre.Il bastone colpisce la terra prima della pallina, si infila impietoso nel terreno sollevando una zolla  informe, profonda, inconfondibile. l’attimo che segue per il giocatore è deprimente.

Per evitare o quantomeno diminuire la possibilità di un colpo pesante o flappa bisogna per prima cosa capire come si colpisce una pallina, poi guardare attentemente come sono costruiti i nostri bastoni.