Arrabbiarsi e dimenticare in fretta….

Quel colpo sbagliato all’ ultima buca che ti toglie un trionfo meritato, quel ramo dell’albero che come una mano consapevole ti spedisce la pallina in acqua, la tua  pallina affondata in bunker sotto la sponda… e avere voglia di rompere tutti i bastoni e farla finita con un gioco spesso punitivo e impietoso… a chi non è capitato?

La sensazione è di impotenza, di estrema frustrazione, come in una Eneide moderna, ricorda l’antica lotta contro divinità superiori. Ricordiamoci che è solo golf e possiamo prendercela unicamente con noi stessi.

Se la pallina fosse quadrata…

Il paragone è apparentemente assurdo ma utile per comprendere come va colpita la pallina.

La maggior parte dei giocatori durante il primo periodo di apprendimento commette degli errori originati prevalentemente da due pensieri istintivi: tirare forte, sollevare la pallina.

Il primo, tipicamente maschile, produce colpi  in cui il movimento, forzato e violento, viene deputato all’azione delle braccia che scagliate verso la pallina  imbrigliano la corretta rotazione del corpo (spalle nel backswing e fianchi nel downswing) diminuendo sia l’efficacia che la direzione del colpo.

Migliorare le proprie abilità sportive

L’uomo è creazione del desiderio, non del bisogno” questo è quanto affermava il filosofo Gustave Bachelard lo scorso secolo fornendoci un’interessante spunto di riflessione su quanto il desiderio incida sia sulla volontà che sulla reale possibilità di migliorare le proprie prestazioni.

Il desiderio di migliorarsi è la virtù esercitata dagli individui mentalmente aperti e capaci di mettersi in discussione malgrado le evidenze o, per meglio dire, malgrado le abitudini ed il bisogno di sicurezza

Erba alta ? Per prima cosa uscire…

Ogni giocatore di golf, esperto o principiante si trova ad affrontare situazioni di gioco difficili.  Giocare la palla dall’erba alta  è una delle più frequenti.

Per prima cosa bisogna accettare la situazione senza perdere la calma o innervosirsi, sopportando anche l’idea di giocare un colpo più corto di quello immaginato.
Il secondo passo è fondamentale; la scelta del bastone giusto da giocare.

A questo proposito quando insegno, il mio obiettivo è che i miei allievi abbiano in mente uno schema semplice e pratico, immaginare 3 diversi tipi di lie possibili in rough.

Il Putting: tecnica e autoconvinzione

Se leggiamo bene le statistiche in riferimento ai colpi di un giocatore di livello medio ci accorgiamo che circa il 45% viene eseguito con il putter.

Per quale motivo quindi il dilettante dedica solo il 10% dei suoi allenamenti al putting? Il professionista del Tour passa ore sul puttingreen curando in particolare  quelli da  un metro e mezzo (la distanza più critica a tutti i livelli). Il putting è un colpo decisivo che incorpora numerose componenti di meccanica, tecnica, sensibilità e adattamento.

il Grip

Troppo spesso il giocatore della domenica non conosce  l’importanza che un buon grip può avere sull’intero meccanismo dello swing di golf.

Bisogna spiegare che in tutti gli sport con attrezzo l’impugnatura è fondamentale, è  l’unico legame tra il corpo (quindi il gesto) e l’oggetto che colpisce.

Se aggiungiamo che nel golf si vuole ottenere, velocità, precisione e ripetitività, si giustifica l’attenzione con cui il maestro cura il grip dei propri allievi.